#Meeting17: Le Sfide dell’Europa: opportunità e prospettive

Quello che erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo

Quello che erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo

Un incontro molto partecipato, questo del 2017 in cui non sono mancate le buone notizie, spunti di riflessione e qualche provocazione.

Il punto sull’economia europea è diventato ormai un atteso e tradizionale appuntamento al Meeting di Rimini durante il quale viene presentata la fotografia dell’economia dell’eurozona ed i possibili sviluppi, con prestigiosi economisti di fama mondiale.

Le opportunità le ha elencate subito Domenico Lombardi, oggi Amministratore Delegato e Direttore Generale della Banca di San Marino oltre che economista ed editorialista de Il Sole 24 Ore che ha aperto il dibattito, introducendo e moderando gli altri ospiti.

Le buone notizie arrivano dal consolidamento della crescita mondiale (+3,5% per il 2017, grazie principalmente a Cina e India) e soprattutto dalla crescita prevista del PIL italiano (1,3% per il Fondo Monetario Internazionale contro lo 0,8% previsto ad aprile sempre dal FMI). La speranza naturalmente è che la qualità della crescita sia almeno altrettanto sostenuta,  apportando miglioramenti alla situazione occupazionale femminile e giovanile.

Di grande calibro internazionale anche gli altri tre relatori: Anne-Laure Delatte, Vice Direttrice di CEPII e consigliere economico del Primo Ministro francese; Jeronim Zettelmeyer Senior Fellow presso il Peterson Institute  for International Economics, già Direttore Generale per la politica economica al Ministero  Federale Tedesco per le Relazioni Economiche e l’Energia ed Erik JonesProfessore di Studi Europei e di Politica Internazionale Economica e Direttore degli studi Europei ed Eurasiatici alla Paul H. Nitze School of Advanced International Studies (SAIS) alla Johns Hopkins University.

Per tutti i relatori il cambio di equilibri nell’asse franco-tedesco, è uno dei temi più importanti per il futuro dell’eurozona.

Come sottolineato da Anne-Laure Delatte, dopo la crisi dell’Euro la Francia è diventata un attore secondario e questo ha fatto sì che la Germania assumesse de facto il ruolo di leader. Tuttavia la Germania, storicamente, è sempre stata riluttante ad assumere un ruolo di leader, ma pronta ad esercitare la leadership con dei partner in grado di sostenerli. Le prossime elezioni tedesche in autunno ed il consenso dei prossimi mesi della Presidenza Macron in Francia, potrebbero aiutare a delineare meglio gli equilibri europei.

Sempre Delatte ha ricordato che gli USA, partendo da una costituzione, hanno impiegato 130 anni per completare un’unione federale e renderla sostenibile ed efficace. L’Europa non ha una costituzione. E’ fondamentale introdurre dei meccanismi di assestamento, prevedendo trasferimenti di risorse automatici da uno Stato all’altro in caso di necessità contingenti. Continuando il parallelismo con gli USA, la crisi immobiliare non ha colpito la Florida come lo Stato di New York, lo Stato federale è potuto intervenire con maggiore autonomia.

Zettelmeyer ha evidenziato come sostanzialmente ci siano due correnti nell’Unione Europea, una dei paesi del Sud, Italia inclusa, che vorrebbe regole più flessibili, meno intromissioni dell’UE, condivisione dei rischi bancari e la riforma dei mercati. Ed un’altra formata dai paesi del Nord, Germania in testa, che vorrebbe invece regole certe, maggiori riforme senza una condivisione totale dei rischi bancari.

Lo scenario attuale dell’eurozona, con le due correnti che seguono strade diverse, Zettelmeyer lo ha rappresentato con una metafora, quella dei fratelli Zax raccontati dal Dr. Seuss.

I due fratelli Zax erano stati educati fin da bambini a prendere una strada ed a seguirla fino alla fine, non fermandosi mai. Un fratello andava verso nord, l’altro verso sud. Ad un certo punto della loro vita i due fratelli, seguendo strade diverse, si sono ritrovati uno di fronte all’altro, immobili, senza scontrarsi e senza prendere strade nuove.

Vedremo se le due correnti europee saranno in grado di individuare insieme una nuova strada.

Sempre Zettelmeyer ha concluso il proprio intervento commentando il titolo del Meeting 2017, tratto dal “Faust” di Goethe “Quello che erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”. Una frase che ben riassume l’Europa, che ha avuto tanti padri e madri ed oggi ha bisogno di essere alimentata da nuove idee e prospettive.

Del resto, come ricorda Jones, oggi se guardiamo alle grandi istituzioni internazionali, a parte l’Unione Europa, pensiamo al G8, il G20, il FMI, la Banca Mondiale, chi non ha delle obiezioni?

Proviamo a chiederci come mai i nostri padri abbiano combattuto per la creazione di queste istituzioni. Rappresentavano la soluzione ad alcuni problemi dell’epoca, delle grandi conquiste. L’eredità lasciata dai nostri genitori da un lato può sembrare un groviglio di problemi, ma dall’altro abbiamo la responsabilità di adattare le istituzioni alle nuove sfide dei nostri tempi.

Perché il Regno Unito ha votato per l’uscita dall’Unione Europea?
Il potere dell’emozione secondo Jones, ha giocato un ruolo chiave.

Gli inglesi volevano riprendere il controllo delle proprie scelte. Anche se razionalmente avrebbe avuto probabilmente più senso votare contro la Brexit, gli inglesi hanno votato sull’onda dell’emozione, sulla paura, ad esempio, della libera circolazione delle persone. Quando le persone sono animate dall’emozione è difficile seguire argomentazioni razionali.
Storicamente sia per le scelte politiche e soprattutto per quelle economiche l’emozione ha sempre prevalso sulla ragione.

La Brexit, sempre secondo Jones, sarà un elemento forte di disturbo all’interno dell’Unione Europea, ma non sarà cruciale per il futuro.

Infine, interessante la provocazione arrivata dal pubblico. Come mai, quando le banche erogano dei prestiti devono effettuare accantonamenti per prevenire possibili perdite, lo stesso non avviene sugli investimenti rischiosi, come ad esempio i derivati? In parole povere, le banche che erogano maggiori prestiti, e dunque effettuano accantonamenti, sono maggiormente quelle del sud Europa, mentre le banche tedesche sono quelle con maggiori investimenti in derivati.

Speriamo che i fratelli Zax prendano presto una strada. Insieme.
La pagina del Meeting di Rimini con il video integrale dalla conferenza:
https://www.meetingrimini.org/default.asp?id=904&item=6875