ECONOMIA MONDIALE E MERCATI FINANZIARI

 

FOMO, acronimo per l’espressione Inglese Fear of missing out è letteralmente la paura di essere tagliati fuori ed indica una forma di ansia sociale caratterizzata dal desiderio di rimanere continuamente in contatto con le attività che fanno le altre persone e della paura di essere esclusi da un qualsiasi evento o contesto sociale (fonte: wikipedia). A chi da tempo opera sui mercati finanziari sarà sicuramente capitato, nel contesto di socializzazione con altri colleghi, partecipanti al mercato o persone che a qualsivoglia titolo abbiano acquistato e venduto strumenti finanziari, di sentirsi appunto “tagliato fuori” in quanto l’interlocutore raccontava di mirabolanti guadagni ottenuti magari avendo acquistato una penny stock o un qualsiasi strumento finanziario di cui probabilmente non conosceva nemmeno minimamente i fondamentali (urge ricordare che la maggior parte delle persone ama raccontare i propri successi ma si guarda bene dal narrare gli insuccessi ed i fallimenti). In tale contesto, la persona afflitta da FOMO si sentirebbe in obbligo di replicare in qualche modo i successi narratigli dall’interlocutore. Questo circolo vizioso, se perpetuato da tanti partecipanti al mercato, contribuirebbe ad inflazionare le valutazioni dei mercati, proprio come successo con le aziende dot.com ad inizio millennio, periodo in cui chiunque poteva vantarsi di avere ottenuto guadagni eccezionali e non sono rare le persone che in quel periodo lasciarono il loro lavoro per dedicarsi all’attività di trading. Sappiamo tutti (per chi non lo sapesse è sufficiente digitare su un motore di ricerca “bolla dot-com”) come è finita.

Il contesto attuale – caratterizzato da una costante e spasmodica ricerca di rendimento che avviene senza preoccuparsi più di tanto dei rischi –  ricorda sicuramente in alcuni aspetti quanto sopra descritto, sebbene siamo ancora lontani dall’esuberanza raggiunta all’epoca.

Ad ogni modo è indubbio che tassi di interesse negativi o comunque ridotti al minimo stiano contribuendo ad una situazione che potrebbe rivelarsi quantomeno foriera di un aumento anche importante della volatilità sui mercati finanziari nel prossimo periodo.

Grafico 1: percentuale delle obbligazioni mondiali suddivisa per classi di rendimento. Si noti come attualmente il 20% delle obbligazioni abbia rendimento negativo ed un altro 30% rendimenti compresi tra 0% ed 1,5%.

Fonte: ECB Financial Stability Review –November 2019

 

Grafico 2: in linea gialla su asse destro l’andamento dell’indice azionario S&P500. Le barre bianche

Mostrano invece le posizione al ribasso sull’indice VIX. Più le barre vanno verso  il basso e maggiore è elevata la tranquillità sul mercato azionario. Si noti come periodi di “barre verso il basso siano solitamente seguiti da cali del mercato azionario (linea gialla).

Fonte: bloomberg

Andando alla più stretta attualità, siamo ormai entrati nell’ultimo mese dell’anno dopo che gli ultimi 30 giorni si sono rivelati estremamente tranquilli sui mercati finanziari, supportati dalla speranza che a breve vi sarà la firma della fase 1 dell’accordo commerciale tra Cina e USA.

Quali sono stati gli eventi più significativi dell’ultimo periodo?   

Poco da segnalare per il mese di novembre. Tra gli eventi meritevoli di attenzione citiamo:

  • le continue indiscrezioni sui progressi nelle trattative tra Cina e USA per la firma della prima fase dell’accordo commerciale;
  • la lettura del PIL Tedesco del terzo trimestre dell’anno che, facendo registrare una crescita dello 0,1%, ha evitato lo spauracchio della recessione tecnica (2 trimestri consecutivi di crescita negativa);
  • la seconda lettura del PIL Americano del terzo trimestre, rivisto al rialzo dall’1,9% al 2,1%;
  • la formazione del governo in Spagna tra Socialisti e Podemos dopo le elezioni del 10 novembre – la quarta tornata in quattro anni – che ci provano nonostante i due partiti non abbiano la maggioranza assoluta.

Come si sono comportati i mercati finanziari nell’ultimo periodo?

Livelli di volatilità estremamente contenuti su tutte le principali classi di investimento. Dopo due mesi negativi per i mercati obbligazionari con basso rischio di credito, il mese di novembre ha riportato una certa stabilità sull’asset class, mentre è continuata l’ascesa dei principali mercati azionari, con l’indice più rappresentativo delle azioni americane, l’ S&P500, che ha continuamente fatto registrare nuovi massimi e l’indice azionario mondiale che sta registrando la performance migliore dal 2013.  Il recente andamento dei mercati finanziari sta mostrando un elevato livello di “compiacenza” e ricorda molto sotto alcuni punti di vista la price action del 2017, a cui poi sono seguite le montagne russe del 2018.

 

Asset Class

Performance % mese di novembre  in valuta locale

Performance % anno 2019  in valuta locale

Azionario Americano

+3,40%

+26,36%

Azionario Europeo

+2,75%

+24,01%

Azionario Mercati Emergenti

-0,19%

+8,04%

Obbligazionario Investment Grade Americano

-0,05%

+9,06%

Obbligazionario Investment Grade Europeo

-0,62%

+6,78%

Obbligazionario globale High Yield

+0,08%

+9,85%

Obbligazionario mercati emergenti aggregato+0,03 %+11,51%

Fonte: elaborazione BSM su dati bloomberg

Qual è la condizione di salute dell’economia globale?  

Entriamo nell’ultimo mese dell’anno con una situazione macroeconomica generalmente stabile ma con qualche acciacco, influenzata negativamente dalle tensioni sul commercio globale ma supportata sia dalla speranza della finalizzazione di un accordo tra Cina e USA sia da politiche decisamente espansive delle principali banche centrali, con la BCE che da novembre ha ripreso ad acquistare attività finanziarie e la Banca Centrale Americana che ormai già da qualche mese ha ripreso ad incrementare la dimensione del proprio bilancio tramite operazioni di Pronti Contro Termine ed acquisti concentrati sulla parte breve della curva.

Verosimilmente – e con subordine un affievolimento delle tensioni commerciali – sembra lecito attendersi per la prima parte dell’anno un recupero della crescita, come anche previsto dai leading indicators globali che sembra siano in fase di stabilizzazione.

Quali saranno gli eventi da monitorare nel prossimo periodo?

Anche durante le prossime settimane l’attenzione principale sarà rivolta verso le trattative per la finalizzazione della “fase 1” dell’accordo commerciale tra Cina e USA.

Dal lato economico, sarà interessante capire come andranno le vendite della stagione natalizia, iniziata in America pochi giorni fa con il black Friday, mentre sul fronte delle banche centrali non ci attendiamo  cambiamenti nella politica monetaria sia da parte della Banca Centrale Americana sia da parte della Banca Centrale Europea, che il 12 dicembre vedrà per la prima volta Christine Lagarde tenere la conferenza stampa a seguito della riunione del Consiglio Direttivo; 12 dicembre data in cui si svolgeranno anche le elezioni politiche in Gran Bretagna, dove i sondaggi vedono i Conservatori del Premier Johnson con un ampio margine sui Laburisti. Dovessero i sondaggi riflettere correttamente i risultati effettivi delle elezioni, forse questa sarà la volta buona che la Gran Bretagna riuscirà a concludere l’accordo per l’uscita dall’Unione Europea, attesa al momento entro fine gennaio.

Cosa ci dicono le valutazioni attuali dei mercati finanziari?

Vale sempre la pena dare uno sguardo alle valutazioni delle principali categorie di investimento, in quanto nel medio-lungo periodo la performance dei mercati è fortemente correlata alle valutazioni presenti al momento di investimento (più basse sono le valutazioni più elevato è il rendimento prospettico e viceversa).

Come si può vedere dalla tabella seguente le valutazioni a cui trattano attualmente le principali classi di investimento sono in peggioramento rispetto al mese scorso su praticamente tutte le classi di investimento analizzate e, fatto salvo per l’obbligazionario mercato emergente, rimangono a valori decisamente elevati (i mercati azionari sviluppati sono vicinissimi ai massimi a livello di valutazioni!) Rimane quindi abbastanza ovvio che difficilmente i prossimi anni potranno offrire performance importanti sulle principali categorie di investimento.

MercatoMetrica utilizzataPercentile
MSCI World (Azionario mondiale)Prezzo/Utili   prospettico96 (78 lo scorso mese)
Obbligazionario EUR Investment GradeOption Adjusted Spread vs. governativo74 (81 lo scorso mese)
Obbligazionario EUR High YieldOption Adjusted Spread vs. governativo78 (69 lo scorso mese)
Obbligazionario mercati emergentiOption Adjusted Spread vs. governativo40 (54 lo scorso mese)

Fonte: elaborazione BSM su dati bloomberg con dati rilevati in data 28 novembre 2019. Il percentile, con valori che vanno da 0 a 100 (più il valore è elevato e più il mercato è caro) è calcolato su una serie storica di 10 anni e rilevazioni mensili.

Come andranno quindi gestiti i portafogli nel prossimo periodo? 

Chi ci legge con costanza sa che crediamo con convinzione che sia praticamente impossibile “indovinare” con risultati statisticamente significativi come si muoveranno i mercati finanziari nel breve periodo e sa anche che riteniamo deleterio esporsi per percentuali rilevanti al rischio idiosincratico di singole aree geografiche, settori industriali o singoli strumenti finanziari. E’ invece possibile, ed è questo il nostro obiettivo, costruire portafogli robusti imperniati su un’allocazione strategica che consenta, sull’orizzonte temporale di riferimento, di raggiungere con le maggiori probabilità possibili gli obiettivi di investimento, mantenendosi comunque la possibilità in ottica tattica di effettuare lievi scostamenti dai target per cercare di sfruttare i movimenti di breve periodo.

Vien pertanto da se che da un punto di vista strategico i portafogli non devono subire variazioni rilevanti a seguito degli andamenti di mercato di breve periodo.

In ottica tattica – o speculativa che dir si voglia – i nostri modelli quantitativi ci suggeriscono per il prossimo periodo di:

  • ridurre l’esposizione azionaria mantenendola sotto al target (i paesi emergenti potrebbero performare meglio di quelli sviluppati) con obiettivo quello di preservare le performance positive sino ad ora incamerate;
  • mantenere l’esposizione all’obbligazionario privo di rischio di credito leggermente superiore al target (privilegiando la componente inflation linked visti i bassi livelli di breakeven);
  • Mantenere l’esposizione all’obbligazionario con rischio di credito leggermente sotto al target.

 

 

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