Economia mondiale e mercati finanziari

Come reagireste se ogni giorno un completo estraneo suonasse al campanello della vostra porta di casa o della vostra attività e con fare invadente vi dicesse che sarebbe disponibile a comprare la vostra abitazione, il vostro negozio o la vostra azienda ad un valore diverso ogni giorno: oggi potrebbe darvi 100 euro, magari domani potrebbe offrirvene 110 e magari dopo domani 80 euro? Scommetto che la maggior parte di voi – giustamente – dopo qualche tempo non si curerebbe nemmeno più di questo strano soggetto o forse, ancora più probabile, penserebbe ad un suo disturbo psichico. Tale pantomima è invece esattamente ciò che ogni giorno accade sui mercati finanziari, dove da un momento all’altro i prezzi delle più disparate attività registrano cambiamenti anche repentini di valore. Emblematico in tal senso l’andamento dell’ultimo anno, durante il quale siamo passati in poco tempo da fasi di euforia a fasi di disperazione, per poi ritrovare l’euforia perduta.

Grafico 1: capitalizzazione di mercato dei mercati azionari mondiali dal 29 aprile 2018 al 29 aprile 2019. Range: 67,36 trilioni di USD – 82,35 trilioni di USD. Fonte: elaborazione BSM su dati bloomberg

Questa lezione dovrebbe farci capire che, una volta costruito un solido portafoglio “goal based”, privo di rischi specifici e modellato in maniera tale da avere la probabilità più elevata possibile di raggiungere gli obiettivi prefissati su un orizzonte temporale consono alla strategia di investimento, occorre in linea generale infischiarsene delle fluttuazioni dei mercati finanziari prendendosi cura solamente di ribilanciare, su basi temporali predefinite, l’esposizione alle classi di investimento che compongono il portafoglio in modo da acquistare quelle che hanno perso valore e vendere quelle che ne hanno guadagnato terreno, facendo  in modo che l’allocazione non si discosti mai troppo da quella obiettivo.

Ovviamente sarebbe il sogno di tutti essere in grado di prevedere l’andamento dei mercati finanziari nel breve periodo, ma purtroppo non è possibile farlo con un livello di affidabilità statisticamente significativo.

Ma andiamo ora ad analizzare quello che è successo nell’ultimo mese, periodo in cui i mercati finanziari hanno mantenuto un andamento moderatamente positivo proseguendo il trend del primo trimestre, come dimostrano i dati di performance sotto riportati.

 

Asset Class

Performance % mese di aprile  in valuta locale

Performance % anno 2019  in valuta locale

Azionario Americano

+3,93%

+18,51%

Azionario Europeo

+4,86%

+17,68%

Azionario Mercati Emergenti

+2,00%

+12,11%

Obbligazionario Investment Grade Americano

+0,03%

+3,22%

Obbligazionario Investment Grade Europeo

+0,12%

+2,65%

Obbligazionario globale High Yield

+0,84%

+7,35%

Obbligazionario mercati emergenti aggregato

+0,40%

+5,94%

Fonte: elaborazione BSM su dati bloomberg

Quali sono stati gli eventi più significativi dell’ultimo periodo?   

Sicuramente la pubblicazione dei dati di crescita del primo trimestre dell’anno in America – cresciuta del 3,2% rispetto al trimestre precedente – ed in Europa – +1,2% la crescita anno su anno – ha contribuito al mantenimento di un sentiment positivo. Se a ciò si aggiungono la riconferma di un atteggiamento espansivo da parte delle banche centrali, livelli di inflazione inferiori al previsto e la concessione alla Gran Bretagna da parte dell’Europa di una proroga sino al 31 ottobre 2019 per il completamento del processo di brexit, abbiamo sicuramente vissuto un mese privo di notizie preoccupanti per la salute dei mercati finanziari.

Qual è la condizione di salute dell’economia globale?

Nonostante l’anzianità del ciclo economico, specialmente in America, la condizione di salute dell’economia globale, dopo i timori registrati nell’ultimo periodo del 2018, non appare deteriorata, come dimostrato dai dati del primo trimestre sia sul fronte macroeconomico sia su quello degli utili aziendali.

Va comunque precisato che la crescita del primo trimestre – prendendo in analisi l’America – è stata influenzata positivamente da alcuni fattori passeggeri, come l’aumento delle scorte e la diminuzione delle importazioni. Il ritorno verso la media di queste componenti peseranno verosimilmente al ribasso sulla crescita del secondo trimestre.

Importante sarà l’andamento dell’inflazione e la conseguente reazione delle banche centrali, soprattutto dopo il recente aumento del prezzo del petrolio causato prevalentemente da ragioni geopolitiche (crisi Libica, ripristino delle sanzioni Americane all’Iran, ecc.).

Nel prossimo periodo continuerà la positività del primo trimestre?

Sell in May and go away (letteralmente “vendi in maggio e vattene via”) recita il vecchio adagio di Wall Street che consiglia, a causa di un effetto stagionale, di liquidare le esposizioni ai mercati azionari nel mese di maggio ed attendere la fine di ottobre per rientrare. Sebbene negli ultimi anni chi avesse seguito questo consiglio non avrebbe avuto grossi benefici, non è da escludere che il prossimo periodo, complice anche la situazione di “ipercomprato”, possa verificarsi qualche momento di negatività – che potrebbe anche rivelarsi salutare e necessaria a scaricare gli eccessi- sui mercati.

Quali saranno gli eventi da monitorare nel prossimo periodo?

Gli eventi a cui porre attenzione e che potrebbero influenzare l’andamento dei mercati finanziari nel prossimo periodo sono molteplici. Di seguito un elenco dei più importanti:

  • le trattative in corso sui rapporti commerciali tra Cina e Stati Uniti d’America potrebbero giungere alla fase finale;
  • i risultati delle elezioni del parlamento Europeo, che si svolgeranno tra il 23 ed il 26 maggio saranno molto importanti per capire quale sarà l’atteggiamento nei prossimi anni del blocco Europeo, sia sul fronte esterno, sia su quello interno. Sebbene dagli ultimi sondaggi sembri che le coalizioni “tradizionali” riusciranno a mantenere la maggioranza, un exploit delle forze populiste potrebbe sicuramente creare qualche grattacapo;
  • gli atteggiamenti delle banche centrali andranno sicuramente analizzati nel dettaglio. Non va dimenticato infatti che la positività dei primi mesi dell’anno è stata influenzata da un atteggiamento espansivo sul fronte monetario e pertanto dietrofront in tal senso causerebbero negatività, visto anche che i tassi naturali (livello dei tassi di interesse coerente con un atteggiamento né espansivo né restrittivo della politica monetaria) sono ormai leggermente inferiori agli attuali.

 Le valutazioni attuali dei mercati finanziari sono coerenti con il proseguimento del bull market?

Vale sempre la pena dare uno sguardo alle valutazioni delle principali categorie di investimento, in quanto nel medio-lungo periodo la performance dei mercati è fortemente correlata alle valutazioni presenti al momento di investimento (più basse sono le valutazioni più elevato è il rendimento prospettico e viceversa).

Come si può vedere dalla tabella seguente le valutazioni a cui trattano attualmente le principali classi di investimento, vista anche la fase molto avanzata del ciclo economico, non sono a buon mercato e risultano in peggioramento (più care) dal mese scorso. Difficilmente i prossimi anni potranno offrire performance importanti sulle principali classi di investimento.

Mercato

Metrica utilizzata

Percentile

MSCI World (Azionario mondiale)Prezzo/Utili   prospettico

56

Obbligazionario EUR Investment GradeOption Adjusted Spread vs. governativo

52

Obbligazionario EUR High YieldOption Adjusted Spread vs. governativo

73

Obbligazionario mercati emergentiOption Adjusted Spread vs. governativo

76

Fonte: elaborazione BSM su dati bloomberg con dati rilevati in data 29 aprile 2019. Il percentile, con valori che vanno da 0 a 100 (più il valore è elevato e più il mercato è caro) è calcolato su una serie storica di 10 anni e rilevazioni mensili.

Come andranno quindi gestiti i portafogli nel prossimo periodo? 

Da un punto di vista strategico ovviamente i portafogli non devono subire variazioni rilevanti a seguito degli andamenti di mercato di breve periodo. L’importante è che la costruzione di portafoglio sia imperniata su un’allocazione strategica che consenta, sull’orizzonte temporale di riferimento, di raggiungere con le maggiori probabilità possibili i propri obiettivi di investimento.

In ottica tattica – o speculativa che dir si voglia – per il prossimo periodo, visti i segnali di ipercomprato presenti su molteplici classi di investimento, appare saggio ridurre gradualmente i livelli di rischio azionario – magari anche solo spostandosi su settori più difensivi – e di credito – tramite la riduzione della spread duration – dei portafogli portandoli nella parte bassa della forchetta stabilita in sede di asset allocation strategica.

Per quanto riguarda le singole classi di investimento, vediamo ancora valore sulle obbligazioni inflation linked sia in area EURO che in area USA e sull’obbligazionario a breve scadenza in valuta forte di alcuni mercati emergenti.

Vale ancora oggi il consiglio espresso da qualche tempo: “viste le performance positive incamerate da inizio anno appare saggio sfruttare questa occasione per rivalutare le politiche di investimento dei singoli investitori, verificando che la composizione attuale di portafoglio sia coerente con gli obiettivi di investimento e soprattutto con la propensione al rischio”.