Castrum Faitani, quo sunt focularia XVIII

Immagine: Filippo Titi (1697), Legazione di Urbino, particolare da incisione

Da castrum periferico del Comune di Rimini a tassello finale nella composizione della San Marino che oggi conosciamo.
Un viaggio nella storia antica di Faetano, il Castello che ha dato i natali alla Cassa Rurale, di cui il 20 dicembre 2020 Ente Cassa di Faetano e Banca di San Marino festeggeranno i cento anni.

FAETANO: LE PRIME TESTIMONIANZE STORICHE

Si cita generalmente un documento del 1069, da tempo noto, come data di affaccio alla storia di Faetano: Pietro di Bennone, riminese, dona al monastero di San Gregorio in Conca numerosi beni assieme alla quarta parte, a lui spettante, “de castro et curte qui vocatur Faitani cum suis apendicibus et pertinentiis”. La metà dell’XI secolo sarebbe data assai precoce per un castello in quest’area, e tuttavia accettabile; senonché due studiosi autorevoli come Curradi e Sassi, notando che il documento situa i beni di Faetano nelle pievi di San Vito e San Martino in Bordonchio, ritengono trattarsi di altro castello non identificato e non altrimenti documentato (…).

Faetano al 1865, dal disegno dei Fratelli Bugli, 1988 (Musei di Stato RSM)

Comunque sia – e non è detto che nuovi documenti non possano in futuro smentire affermazioni così perentorie – vanno stroncate senza appello le fantasiose attribuzioni della fondazione di Faetano ai Malatesta (per ragioni cronologiche) o a una favolosa donna Faeta (per varie ragioni fra cui l’evidente assonanza con l’altro mito fondatore di donna Felicissima). E in ogni caso, per il successivo secolo e mezzo non si hanno altre notizie del nostro castello.

L’1 ottobre 1233 Clemente e Giovanni consoli di Faetano giurano a favore del Comune di Rimini nella guerra contro Urbino. Dunque Faetano è sicuramente, alla data, castrum a pieno titolo (mentre la signoria malatestiana su Rimini è di là da venire). E fa già parte del comitatus riminese. Undici anni prima di questo atto un Rainerius de Faitano è proprietario di casa in città; nei decenni successivi Ugolino da Faitano è funzionario autorevole del Comune, e nel 1288 Oddo de’ Faitani è podestà di Rimini. Già nel XIII secolo, cioè, un gruppo famigliare originario di Faetano si è inurbato, dando origine a quella che sarà una delle più eminenti casate cittadine. L’insieme di queste notizie delinea, già nei primi decenni del XIII secolo, un castello socialmente strutturato, la cui origine, se non anteriore al 1069 come si vorrebbe (e come è pur possibile), va fatta risalire almeno al XII.

Nel 1279 il vescovo di Rimini rivendica, evidentemente senza successo, i suoi diritti (molto probabilmente originari) sul castello. Nel 1286 si procede a una legale ricognizione dei confini tra San Marino e Faetano, ricognizione confermata nel 1404. Per il secolo successivo, documento scarno ma fondamentale è la Descriptio Romandiole, fatta compilare nel 1371 dal legato apostolico cardinale Anglic Grimoard. Tra i castelli del contado di Rimini viene enumerato “castrum Faitani, in quo sunt focularia XVIII”. Come ormai è accettato, foculare non è unità demografica ma unità fiscale.

Tuttavia, in un castello senza rilevanza istituzionale com’era, a quel che è dato sapere, Faetano, riesce difficile pensare ad altre unità famigliari immuni oltre a quella del parroco, per cui le famiglie potrebbero effettivamente essere 19 o 20, e così non si andrebbe lontano dal vero ipotizzando – come ordine di grandezza – una popolazione di 90-100 persone. (Diverso è il caso di San Leo, la civitas, che pure è censita per 18 fuochi, ma dove hanno stanza numerose unità famigliari non computate ai fini fiscali: il vescovo – quando vi risiede -, i canonici, i parroci, i religiosi regolari e i chierici secolari, il podestà e gli altri officiali di governo, il castellano e gli altri addetti militari, e così via).

Sigismondo Malatesta e Federico da Montefeltro, Piero della Francesca

I PATTI DI FOSSOMBRONE: FAETANO DIVENTA “SAMMARINESE”

Nel XV maturano nell’area eventi diplomatico-militari e istituzionali che imprimeranno una svolta decisiva non solo nella storia di Faetano ma in quella di tutta la terra di Sam Marino. Si fa sempre più stretto il collegamento di San Marino con i conti di Urbino in chiave antimalatestiana, e diventa sempre più aspra la rivalità fra le due signorie, fino a sfociare, con Federico da Montefeltro e Sigismondo Malatesta, in una serie distruttiva di azioni militari e alla fine in una guerra senza quartiere. Nella contesa il papa, Pio II Piccolomini, di cui il signore di Rimini è vicario e il conte di Urbino feudatario, prende posizione contro Sigismondo, del quale vuole fermamente – e alla fine, nel 1463, realizza – la rovina.

L’ultimo atto della lunga contesa è la guerra del papa contro il signore di Rimini accusato di tutte le nefandezze; a fianco del papa si schiera, fra altre maggiori potenze, Urbino, e con Urbino San Marino. San Marino ha già una tradizione diplomatica di tutto rispetto, e sa negoziare con abilità le condizioni dell’adesione alla lega.

Nel trattato di Fossombrone (21 settembre 1462), pietra miliare della storia – e della storiografia – sammarinese, riesce a spuntare, in caso di vittoria, lo scorporo da Rimini e l’annessione al proprio territorio della corte di Fiorentino e dei castelli di Serravalle e Montegiardino con le rispettive corti.

Il castello di Faetano non è contemplato nel trattato, ma, a guerra vinta, con la bolla Communitati et hominibus del 27 giugno 1463, oltre a confermare la cessione “in dominium” di Fiorentino-corte, Serravalle e Montegiardino, Pio II concede ai sammarinesi, allo stesso titolo, anche “castrum Faitani […] cuius homines […] se vobis sponte dederunt” (si assoggettarono spontaneamente, s’intende nel corso della guerra).

La Bolla di Papa Pio II “Communitati et hominibus” del 1463 (Archivio ECF)

VERSO LA MODERNITA’

Faetano è dunque, fino al 1463, uno dei tanti castelli del contado riminese. Castello marginale come posizione – uno dei tanti che presidiano il territorio circostante, i suoi abitanti, le sue produzioni – e, a giudicare dalla modestia dei suoi apprestamenti difensivi, non considerato strategico. Nell’area, gli antemurali del comune riminese (poi del vicariato malatestiano) sono Verucchio verso il Montefeltro marecchiese, Serravalle verso San Marino, Montescudo verso il Montefeltro orientale (alto Conca e alto Foglia).

Entrati a far parte del comune sammarinese – il quale “in questo secolo […] prese il titolo di Repubblica per aver acquistato maggior contegno ed energia coll’estensione del suo territorio e colla moltiplicazione di più importanti rapporti” (Delfico), e il cui capoluogo diviene così a pieno titolo terra – i castelli di Faetano, Montegiardino e Serravalle (diverso è il caso di Fiorentino) conservano la figura istituzionale di comune, o castrum, con personalità giuridica distinta, con residui di autonomia gestionale, catastale-impositiva, perfino statutaria.

A. Filippucci, Faetano nel 1890 (da Rocche e Castelli, 1972)

Dello status di castello dimostrano di avere chiara coscienza i Quattro “deputati”, o chi scrive per loro, quando – chiedendo la revoca del divieto di macellare a Calbuio – supplicano l’eccellentissimo generale Consiglio principe “che venghi revocato detto precetto, benché nullo, e che il castello di Faetano possa fare la carne dove vuole, secondo il privilegio e consueto, dentro però il suo territorio, perché gli oratori s’intendino e si protestino di voler mantenere il suo jus antico ed osservare il suo privilegio come fanno gli altri castelli [Serravalle e Montegiardino], altrimenti, quando ciò non sarà, non verrà chiamato più castello ma semplice villa.”

Faetano in una foto di inizio ‘900 (Archivio ECF)

La supplica (s. d., conservata come foglio volante nel volume degli arenghi 1684-1772) viene rimessa in data 9 ottobre 1740 con rescritto favorevole: il che dimostra che anche il Consiglio principe riconosce la distinzione fra castelli – e relativi “capitoli e privilegio” – e ville.
Faetano, in particolare, ha conservato anche dopo il 1463 un capitano (inviato dalla Reggenza quale suo rappresentante) e un consiglio (formato da quattro possidenti scelti dalla Reggenza fra gli abitanti di Faetano), l’uno e gli altri con rotazione semestrale fino al 1945. Ma già dal 1925 tutto il territorio della Repubblica era stato diviso in dieci circoscrizioni amministrative denominate indistintamente castelli. Anche Faetano dunque si uniformò all’ordinamento della Repubblica, salvo per il fatto di conservare “patrimoni e servizi comunali”.

 

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1920 – 2020 CENTENARIO DELLA CASSA RURALE DI FAETANO

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*** NOTA PER IL LETTORE ***

Il presente testo è un estratto, rielaborato per il blog Futuro da una Vita, dal libro Faetano (2009, Ente cassa di Faetano Banca di San Marino, Leasing Sammarinese), primo volume della collana Storia dei Castelli della Repubblica di San Marino, a cura di Girolamo Allegretti.
Per i riferimenti completi e la corretta contestualizzazione delle informazioni si consiglia la consultazione del libro.

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