Borgo Maggiore nella Storia dei Castelli Sammarinesi

La Storia dei Castelli della Repubblica di San Marino, progetto editoriale dell’Ente Cassa di Faetano, Banca di San Marino Spa e Leasing Sammarinese Spa, propone una nuova tappa del cammino attraverso la storia millenaria della nostra Repubblica. Con l’ottava uscita della collana, dedicata al Castello di Borgo Maggiore e presentata lo scorso 12 dicembre al Santuario Madonna della Consolazione, uno dei luoghi più caratteristici del Castello di Borgo, prosegue la scoperta delle differenti identità territoriali, degli eventi e momenti salienti che caratterizzano la storia del paese o quella specifica di ognuno dei nove castelli sammarinesi.

Il professor Girolamo Allegretti, storico e coordinatore del progetto, ci porta quindi ancora una volta a scoprire i luoghi attraverso i fatti, gli atti e gli studi. Il volume, appena pubblicato e distribuito come prezioso omaggio natalizio nelle filiali della Banca, racchiude un articolato quadro storico, una raccolta di 18 saggi di specializzazione, l’accurata trascrizione di documenti, dati statistici e istanze.

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Una cartolina del Borgo dei primi del ‘900

Prima di Essere Castello: il Borgo e il Mercato

Il Castello di Borgo, nato meno di un secolo fa (nel 1925 la separazione da Città), compensa la sua breve storia istituzionale con quella commerciale e sociale, da secoli sede dell’antico mercato “che non è solo luogo di scambi e commerci ma anche occasione di incontri fra persone, di contatti con nuove idee, di vitalità e di fermento, di socialità e di festa”, spiega Allegretti.

Vitalità e festa che ritroviamo sin dall’immagine, coloratissima, in copertina. Il Borgo Maggiore di Lorenzo Mattotti, notissimo illustratore italiano, è riassunto nelle forme e nelle linee nette delle sue sgargianti matite, che ritraggono una Piazza Grande vuota, eppure piena di vita.

Come area residenziale, estensione del centro storico fuori dalle mura, il borgo ospita le nuove famiglie – spesso forestiere – attratte da San Marino in epoca comunale, un momento di crescita economica e di sviluppo commerciale. Non solo, il borgo è anche il luogo in cui sorgono nuove attività, quelle che non trovano spazio all’interno del castrum (le botteghe in cui si producono botti e corde per esempio) o che nel centro non sono tollerate (prostitute, conciapelle, polverai).

Il mercato è altra cosa rispetto al centro residenziale, che si insedia nell’area più elevata del paese. Lo spazio dedicata alle fiere è quello sottostante che nel tempo si assesta in piazze, ripiani ed elementi urbani, rimaste ancor oggi a caratterizzare l’aspetto di Borgo Maggiore, considerato fra i mercatali antichi meglio conservati.

Il primo mercato di cui si ha notizia è del 1243, qui contadini e cittadini, commercianti e borghigiani, si ritrovavano ogni mercoledì per gli acquisti più comuni, abbigliamento e scarpe, pesce fritto e un fiasco di vino.  Non solo, per la sua posizione di mezzo fra i domini del Malatesta e dei Montefeltro prima, fra il Ducato di Urbino e la Romagna, il mercato di San Marino riveste un ruolo strategico per gli scambi commerciali di un’area molto vasta, e anche fuori dal giorno di mercato, era sempre a Borgo che bisognava salir dalle campagne per comprare chiodi, medicine, zappe e falci, spezie e salumi e tutto quello che le vivaci botteghe del centro offrivano. Le botteghe di Borgo poi, fino ad inizio dello scorso secolo, sono spesso teatro di importanti contrattazioni: qui avvenivano acquisti di terre, prestiti di denaro e si stipulavano contratti con i braccianti quando arrivava la stagione del raccolto.

La proprietà dei portici e delle aree destinate alla fiera è statale e attorno a queste si insediano le numerose botteghe, circa 50 nel XVI secolo, alcune gestite tutto l’anno dai sammarinesi, altre disponibili per i forestieri in tempi di fiera. Le botteghe attorno alla piazza del mercato sono per secoli una fonte di reddito per il comune che cerca di amministrare con attenzione e lungimiranza ogni struttura, affinché non solo l’economia, ma anche l’aspetto del borgo si mantenga uniforme e decoroso.

Un giorno di fiera in Borgo. Foto Adolfo Chelius, 1892
24 agosto 1892, Fiera di San Bartolomeo in Borgo – Campo Boario – Foto Adolfo Chelius

Le Fiere e i Mercati a Borgo Maggiore

A leggere pagina dopo pagina il saggio di Allegretti sembra di passeggiare fra pietre, piazze e case del Borgo, rivivendo le atmosfere e scoprendo, grazie ad una guida curiosa e informatissima, dettagli e particolari che insieme creano l’armonioso racconto della vita di paese, nata attorno al mercato e dai ritmi di questo dipendente.

Fra le date che caratterizzavano il calendario commerciale del piccolo centro, le due più importanti sono il 24 agosto, per la fiera di San Bartolomeo, nota anche come la principale fiera delle cipolle oltre che del bestiame, e l’8 settembre, per la fiera della Madonna di settembre. Sin dal XIII secolo, il 3 settembre, in occasione della festa del Santo patrono, si tiene poi la più antica delle fiere di cui ci giunge documentazione, la fiera di San Marino. Questa, parte integrante dei rituali celebrativi dedicati al Santo, veniva annunciata con bandi nei giorni precedenti e con l’innalzamento della bandiera della franchigia, che dava il via alle contrattazioni. Altro importante appuntamento, il 25 luglio, era la fiera di San Cristoforo, principale fiera di bestiame e carne salata del territorio.

Tra dicembre e febbraio si svolevano poi le fiere di inverno,stagione in cui il Borgo fino a tutto il ‘600 si caratterizza come uno dei più vivaci mercati di porci. Qui arrivavano mandrie di maiali guidati dagli allevatori della Romagna e dalle Marche (secondo una nota di un viaggiatore dell’epoca in una stagione si commerciavano fino a 4-5mila maiali). Ne resta memoria anche fra gli atti pubblici, perché il Consiglio stesso deve intervenire per calmare le proteste dei residenti che vedono invase piazze e vie dai vivaci animali e dal sudiciume derivante dalla loro presenza , con i disagi che ne conseguono.

Nel corso dell’’800 le fiere di San Marino sono famose anche per lo smercio di polvere da sparo e tabacco, beni richiestissimi fra i banchi del Borgo per l’ottima qualità rispetto alle fiere vicine.

L’importanza del commercio borghigiano è ribadita dall’esistenza di una Casa del Comune in Borgo. Qui si trasferivano i Capitani Reggenti nei giorni di fiera e mercato per amministrare la giustizia e, secondo un’ordinanza del ‘500, durante le fiere principali si spostavano in Borgo anche i sessanta consiglieri, mentre settanta balestrieri venivano ingaggiati per sorvegliare l’ordine pubblico.

La presenza dei massimi esponenti della Governo dava anche modo di dimostrare alla grande folla che le istituzioni e la giustizia del piccolo territorio sammarinese non erano meno legittime, né meno severe, di quelle dei vicini comuni italiani. In piazza, a pochi passi dai banchi, si dava corso immediato alle sentenze e alle condanne, le frustate, le tirate di corda e, in alcuni casi, le impiccagioni, facevano parte dello spettacolo che ci si attendeva alle fiere.

Commercio di frutta durante un giorno di Fiera del 1892 - Foto Adolfo Chelius
Commercio di frutta durante un giorno di fiera del 1892 – Foto Adolfo Chelius

L’Ospitalità del Borgo

C’è poi un Borgo sotterraneo, quello delle cantine, nel ‘700 se ne contano 29, ma come precisa Allegretti vanno distinte le grandi cantine di proprietà nobiliare, aperte tutto l’anno e gestite da un cantiniere fisso, da quelle che aprono solo in giorni di fiera e da altre, appartenenti a piccoli proprietari, in cui si vende il vino di proprietà e si tiene aperto fino ad esaurimento delle scorte.

Oltre alle cantine che rallegravano la venuta di commercianti e avventori, Borgo possiede già nel ‘300 un hospitale, un luogo in cui i pellegrini potevano passar la notte, di proprietà del vescovo, e nel ‘400 sono note almeno due osterie con ricoveri per la notte, queste al contrario dell’hospitale offrono servizi a pagamento. Bisogna attendere fino al 1842 perché in Borgo apra la prima locanda.

Dalla ricostruzione di una divertente vicenda, finita nei verbali giudiziari come “la cena della pecora” per i tafferugli scoppiati durante la notte innaffiata da troppo vino, si ricostruisce la vivacità del Borgo di fine ‘800 in cui i giovani del luogo, insieme ai compagni di osteria di Città, possono trascorrere una serata in allegria passando dal Caffè di Borgo (di Pietro Casali detto Moschino), alla cantina/osteria di Natale Guerra, detto Bruttapelle, al Caffè Cecchetti, alla cantina di Gioseffone, e ancora il caffè del Lorenzone, sotto il quale sorge la cantina della Francesca, l’osteria di Fortunato Zonzini, l’albergo Michetti, la spezieria Righi, la macelleria Stacchini e gli alimentari di Simoncini. Ancor più fornito della parte alta di San Marino, quindi, il Borgo era il luogo di incontro e divertimento molto apprezzato dai commercianti durante le fiere, ma frequentato e vivace anche fuori periodo di fiere, quando gli avventori erano principalmente la gioventù del Titano.

Borgo Maggiore da Riscoprire Oggi

A fine ‘800, oltre al mercato settimanale, Borgo ospitava 11 fiere e 13 mercati di bestiame. Fra gli anni ’30 e ’50 del Novecento le fiere borghigiane raggiungono il massimo successo, il grano e il bestiame crescevano vigorosi nelle campagne dei vicini castelli, le botteghe artigiane e gli ambulanti facevano affari d’oro durante i giorni di mercato e le fiere. Ma il settore agricolo stava per subire il grande arresto, a favore delle piccole fabbriche e del grande impulso al turismo che portò in un decennio alla trasformazione completa del paesaggio e dell’economia sammarinese. Negli anni ’60 non ci sono più fiere del bestiame e i venditori al mercato sono quelli del circondario, chi ha bottega chiude o si trasferisce in centro storico, dove i turisti arrivano in massa con corriere, in auto o con la funivia, bypassando completamente la sosta in Borgo.

Il mercato settimanale di Borgo, spostato al giovedì mattina e molto ridimensionato, negli spazi dedicati e nella varietà di prodotti presenti rispetto alla prima metà del secolo scorso, è ancora il primo e principale mercato sammarinese. Sotto i portici si svolgono poi fiere dell’antiquariato, dei fiori e altri mercatini a tema organizzati in occasioni particolari. Negli ultimi anni anche le antiche cantine vengono riaperte in occasione di eventi dedicati al vino e feste di paese e la possibilità di visitarle potrebbe ulteriormente essere ampliata, come ci dimostrano gli esempi di molti territori limitrofi (per esempio Santarcangelo di Romagna) che propongono tour guidati fra grotte antiche e cantine ai visitatori paganti.

Approfittando di queste occasioni, che se ben promosse riescono a richiamare un buon numero di visitatori, e al generale successo turistico che i borghi antichi stanno ottenendo in tutto lo Stivale, il Borgo ha ancora un’occasione da spendere per farsi conoscere e riscoprire. In questo senso, è interessantissimo leggere alcuni dei saggi presenti nel volume di Allegretti, che non dimenticano di dare spazio e valore agli edifici architettonici di pregio, primo fra tutti il Santuario della Beata Vergine della Consolazione, un’opera architettonica di grande valore realizzata dal noto architetto Giovanni Michelucci, affiancato nella direzione dei lavori dall’Ing. Gilberto Rossini e inaugurata nel 1965, ai luoghi di svago e cultura, ancor oggi punto di incontro e ritrovo, come il Teatro Concordia di Borgo, all’arte conservata negli edifici sacri del Castello e alle tradizioni artigiane e produttive, come le ceramiche artigianali prodotte nella Fabbrica di ceramiche artistiche a riflessi e colori di Ercole Casali in via Scarito a Borgo, operativa fino agli anni ’60 in altre sedi e con altra gestione, e il tanto apprezzato Vino del Borgo.